NEL SUO MONDO
(titolo internazionale: Her world)

Italia, 2017, 10′
Colore, 1:78.1
Girato in RED

FESTIVAL

Tirana International Film Festival (Albania)
Independent Days Film Festival (Germania)
Worldfest Houston (Usa)
Catania Film Fest – Gold Elephant World (Italia)
Festival Tulipani di Seta Nera – Rai Cinema Channel (Italia)
Ramsgate International Film & Tv Festival (Inghilterra)
Jagran Film Festival (India)

Slemani International Film Festival (Iraq)
Västerås Filmfestival (Sweden)
Kinenova International Film Festival (Macedonia)
Steps International Film Festival (Syria)

Una bambina di 7 anni entra nel bagno pubblico di un aeroporto.
In pochi minuti, la sua vita cambia completamente.

CAST TECNICO
Scritto e diretto da Cristian Scardigno
Direttore della Fotografia Francesco Di Pierro
Scenografia Federico Baciocchi
Suono in presa diretta Emiliano Locatelli
Costumi Francesca Di Giuliano
Trucco e Capelli Veronica Falabella
Montaggio e Sound Design Matteo Di Simone
Produzione Esen Studios

CAST ARTISTICO
Gaya Oggiano
Blazenka Pane

Sentivo la necessità di raccontare una storia semplice, qualcosa di quotidiano, ma allo stesso tempo fuori dall’ordinario. Seguendo la scia dei miei altri film, però, volevo anche mettere in scena un sentimento di paura, qualcosa da esorcizzare tramite un prodotto filmico. Mi sono guardato attorno e a parlare erano i fatti. Uno in particolare ha dato inizio ai miei turbamenti e a questo cortometraggio: l’attentato all’aeroporto di Bruxelles del Marzo 2016.
Ho immaginato una persona nella posizione tristemente privilegiata di spettatrice durante un attentato terroristico. Più precisamente una bambina, la più innocente delle persone, che non solo non può vedere quello che accade, ma che non comprende proprio ciò che sta succedendo al di là di quella porta che la separa da tutto il resto del mondo.
Ecco che la toilette dell’aeroporto diventa per pochi interminabili minuti il suo mondo. Un mondo fisico e psicologico che la separa da una realtà orribile anche solo da immaginare. Il tempo si dilata, i suoni diventano indefiniti. La bambina vive in uno spazio/tempo proprio, irreale e fantastico, al riparo da tutto ciò che la circonda. E come tutte le bambine, non può far altro che lavorare d’immaginazione, in compagnia dei suoi compagni d’avventura, due peluche.
Ma il film parla inevitabilmente anche di un cambiamento, di un passaggio dall’infanzia ad un’età successiva e di incomunicabilità. Nel suo isolamento, la bambina non riesce a comprendere la lingua degli adulti ed è costretta ad un’ulteriore presa di distanza. Una donna prova a condividere con lei le sue paure, ma lo fa in una lingua straniera, aumentando il distacco tra i due mondi. Mondi che si incrociano e si scontrano rappresentati da personaggi che entrano ed escono dalle porte. Si entra nel bagno, quindi nella cabina. Si esce da questa, si guarda sotto alle porte, si cerca costantemente di comprendere le ragioni degli adulti.

Cristian Scardigno